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Abbracci

‘Abbracci’ nasce anch’esso da un’esperienza personale dell’artista, dal suo vissuto nella sfera dell’amore. L’incapacità di abbracciare, di accogliere l’altro in una dimensione protettiva e rassicurante e il desiderio di ‘guarire’ da questa incapacità, che l’artista avvertiva come menomazione, come mancanza, lo hanno motivato nella scelta del tema. L’intento, quindi, è stato terapeutico, di comprensione della propria inettitudine all’abbraccio, della propria paura di mostrare tenerezza nelle manifestazioni affettive. Così, per esorcizzare la sua paura, Marco Chiuchiarelli da vita ad immagini passionali, come gli Abbracci 1, 2, 3, sorta di autoinvito figurativo che l’artista rivolge a se stesso: un’esortazione all’abbandono, alla cura dell’altro.

Con ‘Nel seno del padre’, Marco sposta l’obiettivo e ritrae un padre che abbraccia il proprio figlio. Tuttavia, il tema dell’incapacità si ripropone anche in quest’altra tela: le braccia del genitore circondano, è vero, il figlio, ma dal suo volto distaccato emerge il disagio del padre nel compiere un gesto che dovrebbe possedere in sé una naturalezza estrema.

‘Politica e religione’ affronta il delicato tema dell’omosessualità dal punto di vista dei diritti civili. È un tema che produce spesso inquietudine. L’ambiguità dell’abbraccio insita nella coppia del dipinto è una denuncia al tacito accordo tra potere civile e potere religioso, che vegliando con pervicacia affinché soprattutto l’omosessualità non ottenga rapido riconoscimento legale, hanno intralciato e ancora intralciano il cammino verso una  pari uguaglianza di fronte alla legge delle unioni affettive, prescindendo dal genere sessuale di appartenenza.

A rimarcare quest’ultima istanza, Marco Chiuchiarelli ci offre una tela incompiuta, ‘Eros’, un pannello sull’amore come esigenza comunicativa al di là delle differenze sessuali, che presenta in successione un uomo e una donna, una donna e una donna, un uomo e un uomo. È l’amore universale che prevede l’abbraccio come un venirsi incontro.

Chiude il ciclo ‘Individuazione’, vincitore del premio Giffoni 2011, il cui concetto portante è la necessità di abbracciare prima se stessi, presupposto necessario per abbracciare gli altri, una parafrasi dell’evangelico ‘Ama il tuo prossimo come te stesso’.

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